Errore pagamento PagoPA: come chiedere il rimborso e annullare l’operazione

La diffusione del sistema PagoPA ha ridotto in maniera praticamente totale la possibilità di errori materiali grazie all’automazione dei processi, ma non li ha eliminati del tutto. 

Nonostante la robustezza della piattaforma pubblica, possono verificarsi situazioni in cui il contribuente si trova a dover gestire un’anomalia, come un versamento di un importo errato o un invio di denaro verso un ente non dovuto. 

In quest’ottica, è fondamentale ricordare che PagoPA agisce come uno strumento che consente il trasferimento delle informazioni e di denaro, ma la responsabilità del credito e delle eventuali restituzioni rimane in capo all’ente pubblico che ha emesso l’avviso.

Identificazione dell’errore

Come risulta dai dati reperibili online, il potenziale problema più ricercato dagli utenti è il PagoPA doppio pagamento. Tale eventualità può manifestarsi in una remota ipotesi quando, a causa di un rallentamento della connessione o di un mancato aggiornamento immediato della pagina di conferma, l’utente ripete l’operazione convinto che la prima non sia andata a buon fine.

In realtà, il sistema è progettato per “chiudere” la posizione debitoria non appena riceve l’autorizzazione al pagamento, ma in rari casi di latenza tecnica, due autorizzazioni quasi simultanee potrebbero apparire all’interno della propria banca, ma l’addebito effettivo risulterebbe essere solo uno.

Collegato a questa punto, nel caso in cui l’utente per qualche motivo si trovasse ad avere due ricevute con lo stesso codice avviso ma orario diverso, può ottenere chiarimenti in merito, contattando l’ente interessato o, in alternativa, attendere e riprovare più tardi, in attesa che il l’errore venga risolto dal sistema. 

Un’altra tipologia di errore riguarda il pagamento di un avviso già scaduto o annullato dall’ente. Sebbene PagoPA tenda a inibire il pagamento di avvisi non più validi, discrepanze temporali tra il database dell’ente e la piattaforma dei pagamenti possono generare situazioni di stallo.

L’errore non è comunque imputabile al Prestatore di Servizi di Pagamento (la banca o l’app utilizzata) ma a problemi tecnici e transitori dell’Ente Creditore (il Comune, l’INPS, etc), che non ha aggiornato il sistema e quindi può nascere il rischio di pagare un avviso scaduto o annullato. Anche in questo caso, si può contattare l’Ente per il rimborso, di cui parleremo in seguito.

La procedura di rimborso

Quando ci si accorge di aver effettuato un versamento indebito, la domanda immediata è come ottenere il rimborso PagoPA. Bisogna chiarire subito che, una volta che il sistema ha generato la Ricevuta Telematica, non è possibile annullare pagamento attraverso la piattaforma stessa. PagoPA non dispone di un tasto “storna” per il cittadino, poiché il denaro è già stato indirizzato verso la tesoreria dell’ente destinatario. La procedura corretta prevede quindi di contattare direttamente l’Ufficio Tributi o l’ufficio di competenza dell’amministrazione pubblica che ha ricevuto la somma.

Il contribuente deve presentare una istanza di rimborso, solitamente tramite PEC o raccomandata, allegando la prova del pagamento (la Ricevuta Telematica scaricata dall’app o ricevuta via mail) e spiegando dettagliatamente l’accaduto. Nel caso di un doppio pagamento, andranno allegate entrambe le ricevute. 

L’ente, dopo aver verificato l’effettivo incasso della somma non dovuta nei propri sistemi contabili, istruirà la pratica per la restituzione. È importante specificare nell’istanza le proprie coordinate bancarie IBAN, per permettere all’ente di accreditare la somma tramite bonifico, poiché la restituzione non avviene quasi mai in modo automatico sulla carta di credito o sullo strumento utilizzato per il pagamento iniziale.

Prevenzione degli errori

Evitare di dover gestire pratiche di rimborso è possibile seguendo alcune accortezze tecniche e comportamentali. 

La regola d’oro per prevenire sbagli è preferire sempre la scansione del QR Code tramite smartphone rispetto all’inserimento manuale dei codici alfanumerici. La lettura ottica elimina alla radice gli errori di digitazione che potrebbero portare al pagamento di un debito altrui o a un blocco del sistema. Inoltre, prima di cliccare sul tasto finale di conferma, è necessario controllare sempre che l’ente creditore visualizzato corrisponda effettivamente a quello desiderato e che l’importo sia quello corretto.

Per scongiurare il rischio di un PagoPA doppio pagamento, in caso di errore del sistema durante la transazione o di “schermata bianca“, è consigliabile attendere almeno quindici minuti prima di riprovare. Spesso, come detto in precedenza, il sistema impiega qualche minuto per generare la Ricevuta Telematica o per inviare la conferma via email. 

Consultare lo storico dei pagamenti all’interno dell’archivio del PSP scelto o del proprio home banking può confermare se l’addebito è già avvenuto. Se il pagamento risulta “in attesa“, è preferibile non tentare una nuova operazione finché lo stato non cambia in “eseguito” o “fallito“.

Tempistiche e modalità del rimborso da parte dell’ente creditore

Le tempistiche per ricevere effettivamente il denaro sul proprio conto corrente possono variare notevolmente a seconda dell’efficienza dell’amministrazione coinvolta. 

Una volta presentata la domanda per il rimborso PagoPA, l’ente ha solitamente dei tempi tecnici per la verifica dei flussi di cassa, che possono richiedere dai 30 ai 90 giorni. Alcuni enti più digitalizzati hanno snellito queste procedure, integrando sistemi di gestione che riconoscono automaticamente le eccedenze e inviano una comunicazione al cittadino per chiedere dove accreditare il rimborso, ma si tratta ancora di una minoranza di casi.

In alcune circostanze, specialmente per tributi ricorrenti come la TARI, l’ente potrebbe proporre al contribuente non il rimborso monetario, ma la compensazione. Questo significa che l’importo pagato in eccesso viene scalato automaticamente dalla rata successiva o dall’avviso dell’anno seguente. 

Tale modalità è spesso più veloce per l’amministrazione e meno onerosa per il cittadino in termini di documentazione da produrre, ma resta una scelta facoltativa del contribuente, che ha sempre il diritto di esigere la restituzione della somma in denaro qualora non preveda futuri pagamenti verso quell’ente.

Consigli finali sulle procedure di rettifica

Affrontare e risolvere gli errori di pagamento richiede pazienza e precisione documentale. Sebbene l’impossibilità di annullare pagamento in tempo reale possa sembrare un limite del sistema, essa garantisce la certezza del diritto e della contabilità pubblica. 

Il cittadino è infatti tutelato dalla tracciabilità totale offerta da PagoPA: ogni centesimo versato è associato a un’operazione digitale univoca che non può sparire nel nulla e, mantenendo un dialogo costruttivo con l’ente creditore e fornendo tutte le evidenze telematiche richieste, la risoluzione delle anomalie diventa un processo lineare, seppur soggetto ai tempi della burocrazia amministrativa.